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Covid: sindaco Crotone a Conte: “potenziare ospedale”

di Anna Franchino
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“Un intervento specifico per la città di Crotone e la sua provincia”. Lo ha chiesto il sindaco della città calabrese, Vincenzo Voce che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte evidenziando la necessità del potenziamento dell’ospedale e della riapertura delle strutture sanitarie chiuse nel territorio. La richiesta parte all’indomani dell’escalation di casi covid nella città (+74) e nella provincia (+192) in una sola giornata. “I dati dei casi di questi ultimi giorni in città e nella provincia di Crotone, ci consegnano una situazione allarmante – scrive Voce nella lettera inviata anche al ministro della Salute Roberto Speranza ed al presidente ff della Regione Nino Spirlì – mentre continua il balletto dei commissari alla Sanità che sta ridicolizzando la Calabria in tutto il paese. L’emergenza sanitaria nel nostro territorio si fa sempre più stringente. Stiamo facendo tutto quello che in questo momento ci è possibile in collaborazione stretta con l’Azienda sanitaria provinciale. E’ cominciata la campagna di screening con i test rapidi gratuiti per le fasce più disagiate della popolazione. Stiamo lavorando – sostiene ancora il sindaco di Crotone – per effettuare a quanti più cittadini possibili questa forma di prevenzione. Si stanno accelerando i tempi per l’ospedale da campo che sarà installato nel parcheggio dell’ospedale. Tanti medici e infermieri, volontari delle associazioni di protezione civile stanno mettendo gratuitamente a disposizione le proprie professionalità. Arrivano contributi da tanti privati”. “Gli sforzi messi in atto -rileva ancora Voce – sono quotidianamente superati da una escalation del virus che sta mettendo in tilt l’intero sistema sanitario crotonese. L’ospedale cittadino è al limite, il personale medico ed infermieristico, encomiabile, è in forte difficoltà per l’emergenza che si sta creando. C’è bisogno adesso di un segnale forte per la città e per il territorio, prima che sia troppo tardi: potenziare la struttura sanitaria, destinare altro personale medico ed infermieristico, utilizzare strutture ospedaliere pubbliche attualmente in disuso e private per l’ospitalità e all’assistenza dei pazienti covid”.

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