E’ l’autostrada l’infrastruttura più utilizzata per attraversare la nostra regione. Quell’autostrada che, inaugurata più volte e sempre presentata come affidabile e sicura, poi però troviamo sempre intasata da cantieri. Sembra una vera maledizione divina. Basta un semplice viaggio da Cosenza a Reggio per toccare con mano le difficoltà di chi ha la sventura di aver scelto di utilizzarla. O forse l’ha scelta perché non c’è un’alternativa vera a percorrerla.
Sono decine i cantieri, piccoli e grandi, che si incontrano sul percorso. Quasi tutti con pochissimi operai al lavoro. Alcuni senza che si comprenda davvero che tipo di intervento si stia facendo. Forse sono tratti sequestrati dalle diverse procure a seguito di incidenti. Tratti sotto perizia e che non vengono riaperti con celerità. E poi, in questa stagione, ci sono anche le doverose operazioni di sfalcio dell’erba che cresce copiosa lungo le carreggiate.
Tutto questo porta, come ci viene segnalato ogni giorno da molti telespettatori, ad avere tempi di percorrenza insostenibili. Le file e le code sono ormai abitudine consolidata. E in tanti ci scrivono: ma invece di decine di micro cantieri, non sarebbe possibile concentrare il lavoro su una specifica area, terminarlo e poi passare ad un’altra zona? E perché la manutenzione che viene effettuata su altre autostrade non appare così invasiva? Sono interrogativi che purtroppo, siamo sicuri, non troveranno l’attenzione giusta. E non avranno una risposta.
Speriamo che almeno per i giorni caldi degli esodi e controesodi le cose possano migliorare. Intanto, non possiamo che raccomandare a noi stessi di essere prudenti.