Un ulteriore passo in avanti per la conservazione e la valorizzazione della Riserva naturale regionale alla foce del fiume Mesina, tra le province di Vibo Valentia e Reggio Calabria.
È stata infatti stipulata una convenzione tra il comune di San Ferdinando (RC), capitanato dal sindaco Gianluca Gaetano, e il Wwf Vibo Valentia-Vallata dello Stilaro (ente gestore della riserva), di cui è responsabile Guglielmo Galasso.
L’associazione ambientalista, già lo scorso 20 marzo, aveva stipulato e sottoscritto la convenzione per la gestione della Riserva “Foce del Mesima” con la Regione Calabria, Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente, Settore 3 Parchi e Aree Protette, convenzione che prevede la partecipazione alla gestione della Riserva degli Enti locali territorialmente interessati.
La nuova convenzione ribadisce il comune impegno, dell’ente di San Ferdinando e del Wwf vibonese, nel voler promuovere e realizzare tutte quelle iniziative, a diversi livelli, che possono contribuire a dare un nuovo volto e un futuro diverso al prezioso ecosistema rappresentato dalla foce del Mesima e dei suoi abitanti, senza per questo voler trascurare tutti gli altri aspetti connessi alla valorizzazione dell’area in un contesto generale di fruizione ecosostenibile del territorio
“Siamo felici di poter contribuire alla valorizzazione di un luogo ricco di bellezza e di risorse naturalistiche. L’istituzione della Riserva Naturale e l’affidamento al Wwf vanno nella giusta direzione e sono il segno concreto di una sensibilità ambientale che deve caratterizzare la rigenerazione del territorio. Sostenibilità, turismo slow e rispetto della natura sono degli asset straordinari per promuovere i nostri luoghi e recuperarne vocazione turistica e reputazione”, dichiarano dall’amministrazione comunale.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Wwf Vibo Valentia-Vallata dello Stilaro. Si respira infatti un clima condiviso di fiducia in questo strumento, inteso come occasione per rappresentare anche a queste latitudini l’inizio di una nuova visione nel modo di intendere l’ambiente, non più come “cosa di nessuno”, “destinata al degrado e all’abbandono, ma come occasione di riscatto di un patrimonio dell’interra comunità, da proteggere e conservare per le generazioni future”.