Indebita compensazione, dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti ai danni dell’Erario: queste le accuse che hanno portato, questa mattina, agli arresti domiciliari di Carlo Maria Medaglia. Pochi giorni fa Giunta regionale lo aveva individuato come nuovo commissario straordinario dell’Arpacal. Ai domiciliari anche una sua collaboratrice. L’inchiesta riguarda l’attività svolta quando era docente a Roma. L’inchiesta è condotta dalla Procura di Roma e della Guardia di finanza. Per Medaglia e la sua collaboratrice è stato disposto anche un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per beni dal valore superiore a 24 milioni di euro, equivalente al profitto della presunta frode.
Le investigazioni riguardano complessivamente 29 persone e oltre 20 persone giuridiche. Emergerebbe un quadro indiziario circa l’esistenza di un presunto complesso sistema di frode, al cui centro ci sarebbe il ruolo del docente.
“La misura del provvedimento cautelare – è riportato in una nota della Guardia di Finanza – corrisponde all’ammontare dell’imposta evasa, dei debiti erariali indebitamente compensati e del prezzo illecitamente conseguito dai soggetti coinvolti”.
La Giunta revoca la delibera di nomina Medaglia
“Il professor Carlo Maria Medaglia – raggiunto oggi da una misura cautelare, a seguito di un’inchiesta della Procura di Roma e della Guardia di Finanza – non ha ancora lavorato un solo giorno in Arpacal. Il decreto del presidente della Giunta regionale indispensabile per ratificare la sua nomina, infatti, non è stato ancora firmato dal governatore Roberto Occhiuto. In considerazione dei fatti emersi nelle ultime ore, il Dpgr non verrà emanato e la delibera attraverso la quale la Giunta aveva individuato il professor Carlo Maria Medaglia come nuovo commissario straordinario dell’Arpacal verrà revocata“, è quanto riportato in una nota della Regione Calabria.