Roberto e Marco “Abbiamo paura possa succederci qualcosa”

Alessia Antonucci
roberto colonna

Dietro il sorriso e la disponibilità di Roberto Colonna, imprenditore alberghiero finito assieme al compagno Marco nel mirino di attacchi omofobi a Longobardi, si nasconde la paura. Nelle sue parole, infatti, si condensa la consapevolezza che quanto accaduto in queste settimane, per acuirsi nelle ultime ore, stia minando la tranquillità di questa coppia, gettandola nello sconforto. Prima le lettere anonime nella cassetta della posta, poi – qualche giorno fa – dei volantini con frasi offensive in rima che però di poetico non hanno nulla. Pagine tristi e volgari che hanno fatto il giro del paese suscitando incredulità, perplessità e solidarietà. E se non bastasse, strisce di vernice spray che hanno imbrattato l’esterno del loro nido. Così qualcosa nella vita di Roberto e Marco che, dopo aver vissuto in Svizzera, hanno deciso di trasferirsi un paio di anni fa nella cittadina in provincia di Cosenza, per investire e vivere serenamente quel loro amore alla luce del sole, è cambiata. Mai erano stati bersaglio di offese denigratorie, di frasi che s’incuneano fin dentro, scavando in profondità con delle ferite che restano e non solo in superfice. Lo ribadisce Roberto dal giardino del B&B che con Marco stanno avviando a Longobardi.

Non usciamo più neanche a portare di sera il cane

“Finora non abbiamo avuto mai problemi del genere. Mai attacchi omofobi, come invece li stiamo vivendo e subendo da qualche mese a Longobardi. Da marzo, infatti, la nostra vita è cambiata totalmente. Ci stiamo limitando in tutto: non andiamo neanche fuori la sera a portare a spasso il nostro cane per paura che possa accaderci qualcosa”, racconta Marco. Il suo tono di voce è pacato. Mai una parola fuori posto in questa nostra chiacchierata, nessun accenno che possa allontanare d buon senso, dalla strada maestra. Né rivendicazioni di sorta o un invito al linciaggio. “Ci stiamo limitando a tutto. Anche i lavori alla nostra struttura stanno andando a rilento per questo stiamo vivendo, che ci fa star malissimo”, confida. Il suo sorriso poi si spalanca quando parla della solidarietà che stanno dimostrando a lui e a Marco i concittadini, l’amministrazione comunale, le istituzioni, le associazioni anche dei paesi limitrofi. Così come l’affetto e il senso di cura che hanno nei loro confronti Carmela e Renato, i loro vicini di casa.

“Longobardi è un paese inclusivo. È stato un fulmine a ciel sereno”

Frasi che ripete il sindaco di Longobardi Giacinto Mannarino: “Mai abbiamo avuto nel nostro paese episodi omofobi e discriminatori, a cui ci opponiamo con forza. Tutti insieme. Nel consiglio d’insediamento abbiamo affrontato questi episodi di discriminazione sessuale per il gravissimo caso ai danni di questa giovane coppia che vive nella nostra cittadina. L’intero consiglio, senza distinzioni di appartenenze partitiche e politiche, ha espresso la vicinanza a questa coppia. Longobardi è inclusivo e respinge fortemente questi episodi che macchiano la credibilità della nostra comunità”. Per poi aggiungere: “La denuncia pubblica emersa nel consiglio comunale sta sortendo i suoi effetti e speriamo vivamente che gli autori siano individuai e puniti severamente perché non sono gesti che possono accadere nel 2024”.

 

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