“Una comunità forte, ricca di valori, che ha reagito con le istituzioni e le forze migliori attivamente coinvolta, che rafforzando il tessuto di legalità, senza il quale non vi può essere alcuno sviluppo autentico e solidale, vuole liberarsi da quelle catene che non gli permettono di sprigionare le proprie energie”. Questo quanto dichiara il presidente Pietro Molinaro della Commissione Consiliare antindrangheta che si è recata nel comune di Cetraro (CS) e ha incontrato il sindaco Ermanno Cennamo, la Giunta Comunale, i capigruppo consiliari, presenti rappresentanti delle forze dell’ordine, della Chiesa e dell’associazionismo. “Siamo qui per testimoniare anche fisicamente la vicinanza alle istituzioni del territorio. Ma lo siamo ancora di più nell’esercizio delle nostre funzioni di commissione del consiglio regionale. L’agire solitario stanca – ha proseguito Molinaro – e per questo è necessario creare a rafforzare strumenti associativi, organizzazioni realmente attive sui territori in grado di dare sostegno all’azione individuale, e capaci di mettere in atto azioni comuni forti. C’è bisogno che le persone non rimangano sole dinanzi alla criminalità che colpisce al cuore la civiltà”.
Nel corso dell’incontro è stato rimarcato il ruolo che deve svolgere la “cultura in tutte le articolazioni a partire dalla scuola e dalle realtà associative. Ampio riferimento è stato fatto alla vicenda di una caserma, un presidio significativo per le forze dell’ordine non ancora consegnata; su questo, per quanto di competenza, la Commissione solleciterà il Ministero dell’Interno affinchè sia resa nel più breve tempo fruibile anche a beneficio di una larga parte del tirreno cosentino. Nell’ambito dei compiti e funzioni assegnati dalla Legge Regionale alla Commissione e comunque nell’ottica di creare opportune e necessarie sinergie con le Istituzioni locali, sono stati analizzati adeguati percorsi di legalità che già la Commissione con il Piano 2023 garantisce”, conclude Molinaro.