Il Tribunale del Riesame ha disposto il divieto di esercitare la professione forense per 12 mesi nei confronti dell’avvocato Marcello Manna, che è anche sindaco di Rende e presiede l’Anci calabrese. L’esecuzione della misura interdittiva è stata però sospesa in attesa del definitivo pronunciamento della Corte di Cassazione. Marcello Manna è indagato dalla Procura di Salerno con l’accusa di corruzione in atti giudiziari aggravata dal metodo mafioso.
La Procura il 5 maggio scorso aveva chiesto il suo arresto ma il Gip, a settembre, aveva respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere. I magistrati campani hanno poi fatto ricorso al Tribunale del Riesame, il quale ha parzialmente accolto la richiesta dell’accusa. Manna, appunto secondo l’accusa, il 30 maggio del 2019 avrebbe consegnato al giudice Petrini la somma di 5mila euro in contanti. In cambio Petrini avrebbe emesso una sentenza di assoluzione nei confronti di Francesco Patitucci, difeso da Manna, già condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 30 anni di reclusione per concorso nell’omicidio di Luca Bruni, avvenuto a Castrolibero nel 2012.
Manna avrebbe poi accettato anche la promessa, sollecitata dallo stesso Petrini, di aiutare un giovane regista di Lamezia Terme, cugino della moglie di Petrini. Il regista ha poi ottenuto un contributo di 175mila euro a seguito della stipula di una convenzione con la Calabria Film Commission.